Esposizioni

Sulle sponde del Tigri

Sulle sponde del Tigri. Suggestioni dalle collezioni archeologiche del MAO: Seleucia e Coche

MAO-Museo d’Arte Orientale
Torino, 20 settembre 2019 – 12 gennaio 2020

Nei lunghi secoli intercorsi tra l’impresa di Alessandro Magno e l’avvento dell’Islam, gli orizzonti del mondo conosciuto si dilatarono come mai prima d’allora. In quel mondo nacquero le città così come le concepiamo oggi, luoghi d’interrelazioni complesse e centri d’attrazione gravitazionale di una rete connettiva capillare e pervasiva, che univa il Mediterraneo alla Cina. In uno dei punti più nevralgici di questa rete globale, la Mesopotamia centrale, attraverso il quale si raggiungevano il Golfo e la Via della Seta, furono fondate capitali d’importanza e dimensioni ineguagliate, in un processo altrove non documentato, che culminò con la fondazione abbaside di Baghdad. La prima capitale fondata in quel luogo fu, alla fine del IV secolo a.C., Seleucia al Tigri, la metropoli d’Asia, estesa quanto Torino nel Settecento, alla quale seguì, sull’altra sponda del fiume, la mitica Ctesifonte, poi integrata con la città rotonda di Veh Ardashir (o Coche) nel III sec. d.C. Questi due poli d’attrazione sulle sponde opposte del Tigri rivaleggiarono e prosperarono per secoli, alternandosi nel reggere le sorti di imperi che furono la controparte di Roma. Non esistono in Europa collezioni di reperti archeologici provenienti da Seleucia e Coche, ad eccezione di quella oggi al MAO, giunta nella nostra Città a seguito delle ricerche condotte dal Centro Scavi di Torino. Nel mondo, solo il Kelsey Museum di Ann Arbor (MI) e l’Iraq Museum di Baghdad vantano collezioni analoghe. Questa mostra, immaginata nell’ambito del progetto Collezioni (in)visibili, è una delle rare occasioni offerte al grande pubblico di confrontarsi con la storia di quelle grandi e poco conosciute città, e dei Torinesi che le hanno riscoperte.

Nella capitale delle steppe

Nella capitale delle steppe. Un progetto di archeologia pubblica in Mongolia

Museo della Ceramica di Mondovì
Mondovì, 11 maggio – 3 settembre 2019

Al Museo della Ceramica di Mondovì arriva “Nella capitale delle steppe”, una mostra che racconta un progetto di archeologia pubblica realizzato dal CRAST nell’area di Kharkhorin, l’antica Karakorum, capitale dell’impero di Gengis Khan. La mostra, realizzata in collaborazione con il MAO-Museo d’Arte Orientale di Torino, si propone di far conoscere la collaborazione tra il CRAST e il Museo della Ceramica, rendendo pubblico un progetto di respiro internazionale che mette in relazione professionisti di diversi ambiti e competenze, e nel contempo aprendo una finestra su una realtà lontana e affascinante sotto il profilo storico e culturale.

Anche le statue muoiono

Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo

Museo Egizio, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Musei Reali
Torino, 9 marzo 2018 – 6 gennaio 2019

Dislocata in tre sedi – il Museo Egizio, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e i Musei Reali – la mostra raccoglie in un unico e coerente percorso espositivo reperti egiziani, ciprioti, greci e romani, intenzionalmente danneggiati o rimaneggiati, in età antica o in epoche più recenti. Con essi si intersecano inoltre opere di artisti contemporanei, prevalentemente egiziani e medio-orientali, ispirate alla distruzione del patrimonio culturale che l'Isis/Daesh ha sistematicamente operato in Siria e Iraq e, al tempo stesso, volte a suggerire una riflessione sul ruolo dei Musei. Il Centro Scavi è presente con alcune riproduzioni fotografiche dei rilievi del Palazzo di Sennacherib di Ninive realizzate durante due campagne di documentazione nel 2002 effettuate in collaborazione con il MiBACT (i pannelli fotografici sono collocati presso il Museo Egizio), con un video sull'Iraq Museum di Baghdad (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo) e con un video presso i Musei Reali sul progetto archeologico attualmente in corso a Tulul al-Baqarat nella Mesopotamia meridionale, finanziato dal MAECI e dal Centro Scavi e diretto da C. Lippolis.

La capitale delle steppe

La capitale delle steppe. Immagini dagli scavi di Karakorum in Mongolia

A due anni dalla firma del Patto di Collaborazione fra la città di Torino e la città di Kharkhorin, l’esposizione realizzata dal MAO e dal Centro Scavi in collaborazione con il Museo di Kharakhorum rende omaggio alla storia culturale e artistica della Mongolia attraverso la presentazione al pubblico torinese del sito archeologico di Karakorum, antica capitale dell’impero mongolo, fondata da Genghis Khan nel 1220.

Da Ninive a Mosul

Da Ninive a Mosul. Antichi capolavori all’alba del terzo millennio

Biblioteca Universitaria
Pavia, 16 novembre 2017 - 13 gennaio 2018

Il 16 novembre 2017, presso il Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia, è stata inaugurata l’esposizione incentrata sulla capitale assira Ninive. Il percorso museale ha previsto la presentazione dei pannelli fotografici dei rilievi del "Palazzo senza Eguali" di Sennacherib a Ninive, scattate dal fotografo Angelo Rubino nel corso delle campagne di rilevazione e studio condotte nel 2002 presso il sito dal CRAST in sinergia con il MiBACT e già esposti a Torino, Baghdad, Venezia e Würzburg. Questa mostra rappresenta un insostituibile strumento di diffusione della conoscenza di questi capolavori dell’arte neo-assira e della presa di coscienza circa la necessità di tutelare e preservare le testimonianze archeologiche vicino-orientali, negli ultimi anni vittime di diffuse e violente distruzioni.

Ninive. Bilder aus Sanheribs Palast ohnegleichen

Ninive. Bilder aus Sanheribs Palast ohnegleichen

Martin Von Wagner Museum
Würzburg, 21 ottobre 2016 – 19 febbraio 2017

Il Centro Scavi, in sinergia con l’Università Julius Maximilian di Würzburg, ha partecipato all’allestimento della mostra fotografica dedicata ai rilievi del Palazzo di Sennacherib a Ninive, il cosiddetto “Palazzo senza Eguali”. Le fotografie, esposte in forma di pannelli, sono opera del fotografo Angelo Rubino, scattate nel corso delle campagne di rilevazione e di studio condotte dal CRAST nel 2002 a Ninive in collaborazione con il MiBACT, e già esposte a Torino, Baghdad e Venezia. La mostra è stata inaugurata il 21 ottobre 2016 presso il Martin von Wagner Museum, nell'Ala Sud dello splendido palazzo del Residenz di Würzburg. Permettendo l’esposizione di questi pannelli fotografici, il Centro Scavi prosegue nel progetto di conoscenza e fruizione di questi capolavori dell'arte neo-assira, dando rilievo alla necessità di tutelare e preservare le testimonianze archeologiche vicino-orientali, vittime di violente e numerose distruzioni.

Ninive. Una capitale assira tra passato e presente

Ninive. Una capitale assira tra passato e presente

Dorsoduro 1686, San Sebastiano, Aula Colonne
Venezia, 8 luglio – 31 ottobre 2015

Le fotografie degli ortostati del “Palazzo senza Eguali” di Sennacherib esposte nella mostra sono state realizzate nel corso di due campagne di rilevazione e documentazione condotte a Ninive nel 2002, che hanno riguardato soprattutto le Sale I, IV e V del palazzo. Le riprese fotografiche, realizzate dal fotografo Angelo Rubino dell’IsCR, sono già state oggetto di due esposizioni, una presso l’Archivio di Stato di Torino, l’altra presso l’Iraq Museum di Baghdad.

La mostra è a cura di Carlo Lippolis, Stefano de Martino (Centro Scavi) e Lucio Milano (Dipartimento di Studi Umanistici, Università Ca’ Foscari di Venezia).

Una finestra sull’Oriente

Una finestra sull’Oriente. La collezione da Seleucia al Tigri di Palazzo Madama

Museo Civico d’Arte Antica - Palazzo Madama
Torino, dicembre 2013 - agosto 2015

Le collezioni di Palazzo Madama comprendono oltre 3000 manufatti (impronte di sigillo, vasellame, terrecotte figurate, elementi di decorazione architettonica, vetri, monete, piccoli oggetti) rinvenuti durante le prime cinque campagne di scavo italiane a Seleucia al Tigri e giunti a Torino sulla base della legislazione allora in vigore in Iraq. In occasione dei cinquant’anni dalla sua fondazione, il Centro Scavi di Torino ha deciso di presentare al pubblico una selezione di questi oggetti, allestendo nei depositi visitabili del piano fossato una vetrina dedicata ai materiali da Seleucia.

Splendori di Nisa Partica

Splendori di Nisa Partica. Scavi italiani in Turkmenistan

Istituto San Giuseppe
Torino, 4 - 29 maggio 2011

La mostra intende presentare quell’eccezionale documento dell’arte ellenistico-partica, finora poco conosciuto al grande pubblico occidentale, che rappresenta la cittadella reale di Nisa Vecchia, nell’attuale Turkmenistan. Il sito costituisce una delle prime fondazioni reali dei Parti che da queste regioni, a partire dalla metà del III secolo a.C. procedettero alla conquista dell’altopiano iranico e quindi della Mesopotamia. Attraverso l’esposizione di materiale fotografico, piante dei complessi architettonici e disegni ricostruttivi, l’esposizione si propone di fornire al visitatore una visione globale della cultura di Nisa Partica, evidenziandone le forti influenze ellenistiche e sviluppando il tema delle interrelazioni culturali tra le differenti tradizioni di quelle regioni. L’opportunità di illustrare i vari ambiti della ricerca condotta dagli archeologi del Centro Scavi potrà consentire la ricostruzione, appunto, di un quadro generale soddisfacente di quella fondamentale testimonianza storica ed archeologica che rappresenta Nisa Partica: ad oggi l’unica fondazione reale arsacide nota in maniera soddisfacente e altamente significativa di quel periodo storico di gestazione e definizione dei principali caratteri di questa civiltà.

I tesori del sacrario dinastico di Nisa Partica

I tesori del sacrario dinastico di Nisa Partica

Museo Civico
Rieti, 11 settembre 2010 – 27 febbraio 2011

Questa mostra fotografica intende presentare i risultati più importanti delle ricerche del Centro Scavi di Torino nella cittadella reale di Nisa Vecchia, dagli inizi degli anni ’90 alla campagna del 2010, non soltanto ponendo l’accento sugli scavi archeologici, ma anche sugli studi dei materiali.

L’Iran dei Parti

L’Iran dei Parti. Scavi a Nisa e materiali archeologici delle collezioni

Museo Nazionale d’Arte Orientale “G. Tucci”
Roma, 25 febbraio – 25 marzo 2009

Articolata in due sezioni, la mostra offre al visitatore un saggio sulla ricchezza e complessità della produzione artigianale e artistica dell’Iran partico. La prima sezione, a cura del Centro Scavi, presenta i risultati delle ricerche archeologiche sovietiche, russe e italiane a Nisa Vecchia attraverso piante, ricostruzioni, vedute di scavo e riproduzioni fotografiche a grande formato dei materiali più rilevanti - rhyta in avorio, statue in argilla cruda, sculture in marmo e in metallo - che illustrano le principali tendenze culturali in voga alla corte dei sovrani arsacidi. Nella seconda sezione sono esposti oggetti appartenenti alle collezioni del Museo Nazionale d’Arte Orientale, provenienti da diverse regioni dell’Iran e illustranti diversi aspetti (toreutica, gioielleria, scultura, ceramica) dell’arte e della cultura materiale dell’epoca.

Ninive

Ninive. Il Palazzo senza eguali di Sennacherib

Archivio di Stato
Torino, 14 luglio - 23 settembre 2007

Iraq Museum,
Baghdad, novembre 2008

Alla fine dell’VIII secolo a.C. nel cuore dell’impero assiro, Sennacherib fonda a Ninive una splendida residenza, celebrata nelle stesse iscrizioni come il “Palazzo senza eguali” e decorata - secondo la tradizione assira - da un ciclo di rilievi scultorei di grandissimo interesse. Nell’estate e nell’autunno 2002, pochi mesi prima dello scoppiodella Seconda Guerra del Golfo, si completò una campagna diagnostica di aggiornamento della situazione conservativa del complesso scultoreo della suite regale del palazzo, grazie alla collaborazione di specialisti dell’Istituto Centrale per il Restauro con il centro di ricerca torinese. La mostra ha presentato al pubblico, attraverso immagini di grande formato, la raffinatezza dell’arte del rilievo assiro al tempo di Sennacherib e i lavori preliminari al progetto di restauro. L’esposizione fotografica è stata realizzata dal Centro Scavi dal Dipartimento SAAST dell’Università degli Studi di Torino, in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Restauro del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con il sostegno della Fondazione CRT nei locali dell’Archivio di Stato di Torino. L’allestimento della esposizione che si è tenuta all’Iraq Museum di Baghdad è stato curato dal personale dell’Ambasciata d’Italia in Iraq.

Sulla via di Alessandro

Sulla via di Alessandro. Da Seleucia al Gandhara

Museo Civico d’Arte Antica - Palazzo Madama
Torino, 27 febbraio – 27 maggio 2007

Il progetto vuole approfondire, proiettando la situazione di Seleucia nel più ampio contesto delle province dell’impero partico, una fase della storia del Vicino Oriente e dell'Asia poco nota al grande pubblico, dominata da fenomeni storici che tanta importanza hanno avuto anche nello sviluppo della nostra civiltà, primi fra tutti gli effetti del grande commercio a lungo raggio. La mostra si presenta come un’occasione preziosa per far conoscere materiali da Seleucia per lo più inediti (terrecotte, ceramiche, monete, oggetti in metallo o vetro), recentemente acquisiti dal Museo Civico d'Arte Antica di Torino a conclusione della consegna effettuata da parte del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino. La cultura dell’impero partico è esemplificata con opere d’arte e d’artigianato provenienti da grandi musei quali il Louvre, il British Museum, l’Ermitage, il Vorderasiatisches Museum di Berlino, il Kelsey Museum di Ann Arbor, l’Iraq Museum di Bagdad. Il percorso si svolge a tagli tematici che evidenziano vari aspetti della vita di Seleucia e propongono una selezione ragionata di alcune opere di diversa provenienza.

Dall’avventura alla scienza

Dall'avventura alla scienza. Storia e pratica di un percorso archeologico

Museo di Antichità
Torino, 17 aprile - 30 giugno 2004

L’esposizione è stata pensata dal Centro Scavi e realizzata come un percorso che illustra al pubblico le trasformazioni e i traguardi dell’archeologia contemporanea, attraverso l’esperienza quarantennale e l’evoluzione del Centro. Un’evoluzione che ha avuto come cardine un’impostazione metodologica sempre tesa a garantire all’indagine sul passato una sicurezza scientifica e una riduzione della casualità della scoperta. Nella mostra l’impostazione metodologica della ricerca segna il fil rouge della stessa. Il percorso si snoda in due sezioni ben definite: l’avventura e la scienza, ovvero i momenti che rappresentano la cronologia stessa dell’evoluzione della scienza archeologica, da quando l’archeologia era in larga parte intesa come avventura in cui il gusto per leggende lontane ambientate in luoghi esotici o poco esplorati si univa alla lettura acritica delle fonti letterarie e al gusto per il bello, fino ad arrivare alla moderna concezione dell’archeologia intesa come scienza, letta attraverso la lente dell’attività del Centro Scavi. Accanto alla parte documentale, grazie al supporto informatico, sono state presentate al pubblico le attuali metodologie di indagine per la ricostruzione del quadro storico-culturale e della qualità di vita di società umane del passato. La mostra non ha presentato reperti, ma ha avuto come elemento portante e innovativo il fatto di configurarsi come grande laboratorio interattivo di conoscenza e sperimentazione, valorizzando il carattere didattico e divulgativo attraverso l’ausilio di sussidi multimediali, ricostruzioni di contesti, riproduzioni, simulazioni informatiche, postazioni interattive, filmati, etc.

Momenti e luoghi del Mediterraneo

Momenti e luoghi del Mediterraneo. Archeologia in Iraq, Jerash, Beirut, Cartagine, Selinunte

Palazzo Lascaris, Museo Nazionale Romano - Terme di Diocleziano
Torino, Roma, maggio 2003

La Mostra, tenutasi in contemporanea a Torino e a Roma, ha presentato, attraverso immagini fotografiche e grafiche, i principali progetti in corso del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino. In Iraq: gli studi e i restauri nel palazzo di Sennacherib a Ninive, le proposte di progetto museologico del nuovo raddoppiato Iraq Museum collocato nel progetto urbanistico e architettonico della City of Culture in una delle aree storiche di Baghdad, gli ultimi sviluppi del progetto B.R.I.L.A. per il recupero del patrimonio dei musei regionali iracheni trafugato all'indomani della guerra del Golfo, il progetto del laboratorio per lo studio sistematico del territorio, mirante a produrre una cartografia analitica informatizzata delle risorse culturali e ambientali. Per Jerash, gli ultimi risultati delle ricerche di scavo e di rilievo nell’area della cosiddetta Piazza Trapezia e del Propileon monumentale, nel quadro di uno studio per una visita virtuale del Santuario di Artemide nel suo aspetto di età medio-imperiale. Per Beirut gli elementi più importanti dei sussidi didattici museali che dovranno illustrare, quanto meno, le fasi ellenistica, romana, bizantina, omayyade e ottomana fino al mandato francese, dello sviluppo urbanistico della città di Beirut. Per la Tunisia, si sono esposti i risultati conseguiti a Uthina e mostrati gli studi e le proposte più innovative per gli interventi nel Parco Culturale e Naturalistico della Maalga e dei Porti Punici a Cartagine. Infine, per Selinunte, le proposte per il Museo dell’ Architettura e per il Museo del Territorio selinuntino.

Sponde 2004

Sponde 2004
Evento promosso dal Ministero degli Affari Esteri, Osservatorio del Mediterraneo

Palazzo della Farnesina
Roma, 2-4 dicembre 2004

Il Centro Ricerche Archeologiche, per il suo impegno nell’attività di salvaguardia, recupero, studio e formazione in Iraq, ha partecipato all’evento “Sponde 2004”, promosso dal Ministero degli Affari Esteri-Osservatorio del Mediterraneo per divulgare l’importanza del Mediterraneo, culla di civiltà diverse fra loro e crocevia di culture. L’evento si è quindi proposto come luogo di incontro, scambio e riflessione, facendosi portavoce di un dialogo tra culture diverse, attualmente quanto mai necessario. La cooperazione per la preservazione e la promozione del patrimonio culturale, tema centrale della giornata del 2 dicembre, ha portato il Centro Scavi ad esporre la propria attività, costante e pressoché continuativa, in Iraq, attraverso una mostra di pannelli delineanti le principali attività del Centro nella regione.

Le attività di restauro degli Istituti Italo-Iracheni

Le attività di restauro degli Istituti Italo-Iracheni

Istituto Italo-Iracheno di Scienze Archeologiche
Baghdad, dicembre 2001

L’attività dell’Istituto Italo-Iracheno di Scienze Archeologiche e del Centro Italo-Iracheno per il Restauro dei Monumenti a Baghdad, frutto dell’impegno nel campo del restauro e della valorizzazione del Centro Scavi fin dagli anni Sessanta, è stata sottolineata in una mostra fotografica svoltasi a Baghdad nel 2001, dove sono stati esposti i principali progetti attuati o in corso. I lavori svolti a Seleucia e Choche, Tell Yelkhi, Tell Hassan, Nimrud, Hatra, Kifrin, Babilonia, nel campo della ricerca archeologica, ‘Aqar Quf, Ctesifonte, Hatra, Ukhaidir, ‘Anah, Mossul, per quanto riguarda gli studi fotogrammetrici, di restauro, progettazione e valorizzazione, sono stati quindi esposti nella cornice più idonea: la sede restaurata dell’Istituto Italo-Iracheno di Scienze Archeologiche, nel cuore di Baghdad.

La terra tra i due fiumi

La terra tra i due fiumi. Vent’anni di archeologia in Medio Oriente. La Mesopotamia dei tesori

Museo di Antichità, Torino 1985
Ospedale degli Innocenti, Firenze 1986
Chiesa di S. Michele, Roma 1987

La mostra organizzata dal Centro Scavi è stata una tappa fondamentale nella storia degli studi italiani in area medio-orientale. Come sostenne il Prof. Giorgio Gullini nell’introduzione del catalogo, il tema della mostra sono i “vent’anni di esperienze e di attività per svolgere programmi di ricerche, con un costante aggiornamento e sempre maggiore adeguamento delle metodologie operative nel quadro di una stretta integrazione di scienze fisiche, matematiche e naturali e di scienze storiche, finalizzata al più completo recupero del passato dell’uomo in momenti e luoghi di volta in volta determinati”. La mostra, attraverso reperti originali, ricostruzioni e pannelli illustrativi ha quindi analizzato alcuni aspetti basilari della storia della civiltà in Mesopotamia, in particolare scavi, usi funerari, dati antropologici, zooarcheologici ed etnoantropologici dei siti di Tell Hassan, Tell Abu Husaini, Tell Yelkhi (progetto Hamrin), i rapporti culturali tra Oriente e Occidente nel panorama ellenistico successivo ad Alessandro Magno (Seleucia al Tigri, Coche, Kifrin), gli aspetti culturali delle aree limitrofe alla Mesopotamia stessa (Gerasa, la Valle dell’Atrek), senza dimenticare l’attività sul campo degli archeologi del Centro Scavi e l’attività di consulenza, progettazione e collaborazione scientifica degli Istituti Italiani di Baghdad (l’Istituto italo-iracheno di Scienze Archeologiche e il Centro italo-iracheno per il Restauro dei Monumenti).

Sezione d’Arte Orientale

Museo Civico di Torino. Sezione d’Arte Orientale

Museo Civico di Torino
Torino, 1975

A metà degli Anni Sessanta del Novecento il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino, a quattro anni dalla sua costituzione nella veste attuale, curò l’allestimento della Sezione d’Arte e Civiltà Orientale del Museo Civico di Torino. Nella sezione confluirono alcuni materiali già in possesso del museo oltre a quelli che rappresentavano i risultati di tre campagne di ricognizioni e scavi del Centro Scavi di Torino in Iraq, Pakistan e Afghanistan (secondo la prassi allora in vigore per la quale i materiali di scavo in parte restavano al governo competente, in parte agli scavatori). L’esposizione delle sculture del Gandhara (dagli scavi al santuario di Butkara) e di alcuni oggetti provenienti dai primi scavi in Iraq (Seleucia e Choche) hanno quindi configurato, fin dagli anni Sessanta, il museo torinese quale ponte ideale fra Torino e l’Iraq nell’approfondimento delle conoscenze delle civiltà orientali.

Capolavori del museo di Baghdad

Capolavori del museo di Baghdad. Sei millenni di arte mesopotamica

Galleria Civica d'Arte Moderna
Torino, maggio 1965

La mostra, organizzata nel 1965, ha esposto alcuni capolavori provenienti dall’Iraq Museum di Baghdad, permettendo al pubblico italiano, in tempi quanto mai precoci per la storia della comunicazione culturale, di venire a contatto con oltre seimila anni di storia antica attraverso la lettura dei documenti materiali di un’area, la Mesopotamia, che è forse una delle più interessanti, dal punto di vista storico e archeologico, del pianeta. L’esposizione ha segnato pertanto una prima tappa della profonda attività di ricerca e collaborazione scientifica con le Autorità Irachene svolta dal Centro Scavi nella sua storia sessantennale.

Sculture buddiste dello Swat

Sculture buddiste dello Swat

Galleria Civica d’Arte Moderna
Torino, Aprile – Maggio 1963

La mostra, inaugurata nell’aprile del 1963, ha voluto presentare materiali provenienti dagli scavi dell’area sacra di Minora, nello Swat, ai confini nord-occidentali del Pakistan, ed entrati nelle collezioni dei Musei Civici di Torino in seguito alla divisione dei reperti. In tale circostanza si sono esposti in prevalenza rilievi provenienti da contesti architettonici (cornici, pilastri, capitelli, antefisse), che decoravano gli stupa, i caratteristici monumenti religiosi buddisti: le sculture, infatti, si ricollegano, per i soggetti trattati, alle leggende della vita di Buddha. Stilisticamente appartengono alla c.d. arte del Gandhara, nome derivato da una delle satrapie del regno achemenide e in cui confluisce una eterogenea produzione scultorea, in cui si fondono elementi dell’arte iranica, apporti di quella indiana e una marcata influenza ellenistica.

Afghanistan dalla preistoria all’Islam

Afghanistan dalla preistoria all'Islam. Mostra dei capolavori del Museo di Kabul

Galleria Civica d'Arte Moderna
Torino, Luglio-Agosto 1961

La mostra, promossa nel 1961 dall’allora Centro Scavi dell’IsMEO e di Torino, espose alcuni capolavori, in prevalenza scultorei, della ricchissima collezione del Museo di Kabul. L’intento principale fu di presentare, attraverso questi importanti documenti materiali, il collegamento culturale tra il mondo orientale e quello occidentale, da sempre una delle tematiche care all’attività del Centro Scavi di Torino. L’Afghanistan – al tempo luogo di quattro anni di campagne di scavo del Centro Scavi – per la sua posizione nodale tra le vie che conducevano in Cina e in India ha costituito un evidente esempio di questo incontro di culture e, insieme, di tutte le problematiche relative ai rapporti culturali e commerciali a tale incontro legate.

Attività Archeologica italiana in Asia

Attività Archeologica italiana in Asia. Mostra dei risultati delle missioni archeologiche in Pakistan e in Afghanistan, 1956-1959

Galleria d'Arte Moderna, Torino, aprile 1960
Palazzo Brancaccio, Roma, maggio-giugno 1960

Nel 1960 il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino (allora ancora Centro Scavi e Ricerche Archeologiche dell' lsMEO. e di Torino) organizzò una mostra didattica sugli scavi intrapresi tra Afghanistan e Pakistan, luoghi molto diversi fra loro ma accomunati da rapporti storici molto antichi, dalle migrazioni protostoriche ai grandi imperi di Parti e Sasanidi, all'Islam, nonché dalla presenza dell’Ellenismo successivo al passaggio di Alessandro Magno. Il catalogo Attività Archeologica Italiana in Asia, Mostra dei risultati delle Missioni in Pakistan ed in Afghanistan 1956-1959” (Torino-Roma 1960), redatto a cura di Giorgio Gullini con introduzione di Domenico Faccenna per Mingora, Umberto Scerrato e Dino Adamesteanu per l'Afghanistan, e schede descrittive redatte da Giorgio Gullini (Udegram), Maurizio Taddei (Butkara), Umberto Scerrato (Ghazni e Gakatu), analizzò quindi i siti dell’Afghanistan e del Pakistan oggetto di tali ricerche, mettendo in luce, in tempi quanto mai precoci, influssi, differenze e comunanze culturali tra Oriente e Occidente alla luce dell’Ellenismo. La mostra è stato un primo esempio di “dialogo col pubblico”, legame che il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino ha sempre cercato e voluto fortemente nella sua quasi sessantennale attività. La prima attività archeologica svolta in Medio Oriente è stata inoltre proposta, con ampia esposizione di pezzi originali, nella successiva mostra “L’ Afghanistan dalla Preistoria all’Islam”.