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Varia

INVERNIZZI A., 1992, Dal Tigri all'Eufrate. Vol. I Sumeri e accadi . Vol. II Babilonesi e assiri, (Fondo studi Parini-Chirio, Studi e materiali di archeologia, 5-6), Firenze, Le Lettere, p. 422 e 384.

L’Autore espone in due volumi di sintesi la nascita e lo sviluppo della civiltà mesopotamica dalla preistoria, cioè dall’età dei raccoglitori e cacciatori, al periodo neobabilonese, soffermandosi sui principali documenti di arte, architettura e artigianato portati alla luce negli scavi.

INVERNIZZI A., 1998, Ai piedi dell'Ararat. Artaxata e l'Armenia ellenistico-romana (Fondo Parini Chirio), Firenze, Le Lettere, p. XXIX-166.

La centralità storica e culturale dell’Armenia tra Mediterraneo e Asia in età ellenistica e romana emerge chiara dai contributi al volume che evidenziano alcuni aspetti caratteristici della sua cultura e danno particolare rilievo ai risultati degli scavi di Artaxata, una delle principali capitali armene del periodo.

INVERNIZZI A., 1999, Sculture di metallo da Nisa. Cultura greca e cultura iranica in Partia (Acta Iranica: encyclopédie permanente des Etudes Iraniennes, Textes et mémoires, 21), Teheran-Liege, ed. Peeters.

Il volume contiene lo studio dettagliato dei ritrovamenti di sculturine metalliche fatti nella Casa Quadrata di Nisa Vecchia in Parthia (oggi in Turkmenistan) dalla Missione sovietica che ha condotto gli scavi in questo sito nel dopoguerra. Si tratta di documenti che indicano un amplissimo raggio di influenze iconografiche e stilistiche, dalla cultura ellenistica a quella iranica dell’altopiano al mondo delle steppe eurasiatiche. I documenti sono inoltre preziose testimonianze del pensiero religioso e delle concezioni della regalità arsacide.

GULLINI G., 1964, Architettura Iranica dagli Achemenidi ai Sasanidi. Il “Palazzo” di Kuh-i Kwagia (Seistan), Torino, Giulio Einaudi Editore, pp. 497, figure colori e b/n nel testo.

Il volume illustra le ricerche condotte nel complesso architettonico di Kuh-i Khwaja, nel Seistan iranico, che documenta la diffusione di una cultura achemenide comune anche nei periodi successivi. In particolare, vengono discusse l’applicazione integrale della volta autocentinata in piena coerenza con l’impiego del mattone crudo nella costruzione; e la precedenza delle regioni iraniche orientali nell’invenzione di una pianta centrale che l’architettura sasanide porterà in Occidente ad incontrarsi con la tradizione più propriamente romana. Lo studio rende possibile il riesame di molti altri monumenti legati dall’assimilazione di un linguaggio ellenistico su un tessuto organizzato da una geniale originalità creativa.

INVERNIZZI A. (a c. di), 2005, AMBROGIO BEMBO, Viaggio e Giornale per parte dell’Asia (1671-1675), Cesmeo, Torino.

Il giovane patrizio veneziano Ambrogio Bembo, che viaggiò in Siria, Mesopotamia, Iran e India, redasse una relazione di viaggio il cui manoscritto è conservato nella James Fords Bell Library dell’Università del Minnesota a Minneapolis. Oltre alle impressioni di viaggio e alla descrizioni della vita coloniale europea in quelle regioni, la relazione di Bembo assume particolare valore per la fedele descrizione delle antichità di Bisutun e Taq-i Bustan. Il volume rende accessibile il testo, qui edito con un ricco apparato di note e commenti, e, in 80 tavole a colori le vedute disegnate da Joseph Guillaume Grelot, tra le quali emergono per importanza i disegni di soggetto archeologico.

R. PARAPETTI (ed.), Iraq Museum 2008, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero degli Affari Esteri, Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni, Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino.


La brochure è stata pubblicata al termine dei lavori di parziale riallestimento dell’Iraq Museum di Baghdad – progettati e diretti dall’arch. Roberto Parapetti – che hanno interessato la galleria della scultura monumentale assira, la galleria della decorazione architettonica islamica e il cortile centrale.