Mostra organizzata dal Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino con il contributo della Città di Torino, della Provincia di Torino, della Regione Piemonte, della Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT
L’esposizione è stata pensata e realizzata come un percorso che illustra al pubblico le trasformazioni e i traguardi dell’archeologia contemporanea, attraverso l’esperienza quarantennale e l’evoluzione del Centro Scavi. Un’evoluzione che ha avuto come cardine un’impostazione metodologica sempre tesa a garantire all’indagine sul passato una sicurezza scientifica e una riduzione della casualità della scoperta.
L’idea di Giorgio Gullini è stata interpretata e sviluppata in
una mostra in cui l’impostazione metodologica della ricerca segna il
fil rouge della stessa. Il percorso si snoda in due sezioni ben definite: l’avventura
e la scienza, ovvero i momenti che rappresentano la cronologia stessa dell’evoluzione
della scienza archeologica, da quando l’archeologia era in larga parte
intesa come avventura in cui il gusto per leggende lontane ambientate
in luoghi esotici o poco esplorati si univano alla lettura acritica delle fonti
letterarie e al gusto per il bello, fino ad arrivare alla moderna concezione
dell’archeologia intesa come scienza, letta attraverso la lente dell’attività del
Centro Scavi.
Accanto alla parte documentale, grazie al supporto informatico, sono state
presentate al pubblico le attuali metodologie di indagine per la ricostruzione
del quadro storico-culturale e della qualità di vita di società umane
del passato. La mostra non ha presentato reperti, ma ha avuto come elemento
portante e innovativo il fatto di configurarsi come grande laboratorio interattivo
di conoscenza e sperimentazione, valorizzando il carattere didattico e divulgativo
attraverso l’ausilio di sussidi multimediali, ricostruzioni di contesti,
riproduzioni, simulazioni informatiche, postazioni interattive, filmati, etc.