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Sculture in marmo

Nisa

Sculture in marmo

Rodogune
Museo Nazionale di Ashgabat. La cosiddetta Rodogune, marmo

Il pezzo più celebre tra le sculture messe in luce dalla JuTAKE è la cosiddetta Rodogune, dal nome dell’eroina dei Parti che gli archeologi sovietici diedero a questa raffigurazione, che rappresenta Afrodite Anadiomene identificata con l'iranica Anahita.

Il forte influsso della cultura ellenistica è evidente anche nelle altre realizzazioni, Artemide cacciatrice, Dioniso appoggiato a un satirello, ancora Afrodite, e la figura femminile arcaistica che attesta come gli artisti che produssero queste opere fossero attenti a quelle che erano le diverse correnti di gusto dell'età ellenistica. La rappresentazione di figure e divinità in vesti puramente greche non deve sorprendere in un ambito culturale estremamente recettivo come quello niseno dove un doppio piano di lettura (greco ed iranico, in un articolato fenomeno sincretistico) è sempre presente.

Le ultime missioni italiane hanno inoltre promosso interventi di studio, documentazione ed analisi sulle sculture in marmo, sempre dalla Casa Quadrata. Le statue, solitamente con dimensioni pari a un terzo del naturale, ornavano originariamente gli edifici della cittadella. Analisi sull’originaria pigmentazione delle statue sono state condotte durante la campagna del 2005 grazie all’ausilio di uno spettrofotometro a raggi X. Lo studio dei colori (intonaci, statue), seguito dagli archeologi del Centro, è tuttora in corso nei laboratori della Soprintendenza della Valle d’Aosta.