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Campagne di scavo

Beirut

Indagine archeologica in Place de l'Etoile

L’intervento a Beirut del Centro Ricerche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia promosso da Giorgio Gullini si inquadra nell’ambito della difficile fase della ricostruzione del centro storico della città avviatosi nel 1994, che vide coinvolte molte équipes archeologiche europee nel tentativo di documentare e salvaguardare l’importantissimo patrimonio archeologico di un sito dalla storia plurimillenaria.
L’impegno della missione italiana si concentrò, a partire dal 1994, nella centrale Place de l’Etoile, sede del Parlamento libanese. In occasione della ricostruzione di un palazzo annesso al Parlamento erano emerse le strutture relative ad una facciata articolata in nicchie relativa alla sostruzione monumentale di età romana di una collina a sud di una piazza definita a valle dalla Basilica civile della città romana e a Est da un portico colonnato che negli anni ’60 era stato inserito in una piccola area archeologica al centro della piazza.
Il Presidente del Parlamento incaricò il Centro Scavi di documentare e realizzare lo smontaggio del portico a nicchie e di curare l’indagine archeologica al centro della piazza che avrebbe dovuto essere preliminare alla ricollocazione di una torre orologio e alla creazione di un Museo sotterraneo. Tale progetto prevedeva infatti di connettere spazialmente l’antico Foro della città con la soprastante Place de l’Etoile, attuale nodo del centro storico della Beirut moderna raccontando la sequenza insediativa conservata in sette metri di stratigrafia. Esso non fu attuato a causa dell’interruzione dello scavo causata dal passaggio del nuovo sistema fognario nella piazza che determinò la manomissione del deposito archeologico.
Si sta invece per completare il rimontaggio della facciata a nicchie sotto il palazzo annesso al Parlamento nell’esatta posizione del suo ritrovamento.
Come è noto, dopo la fase ellenistica, la città, posta su un promontorio proteso nel Mediterraneo, divenne la prima – e rimase a lungo l’unica – colonia romana della provincia di Siria per volontà di Augusto con il nome di Colonia Iulia Augusta Felix Berytus. Se le fonti antiche la descrivono ricca di monumenti, le complesse vicende storiche della città hanno finora impedito di trovare riscontri archeologici soddisfacenti soprattutto per la zona pubblica.
Lo scavo condotto al centro della piazza ha documentato tutta la sequenza insediativa a partire dal suq ottomano, attraverso le diverse fasi medievali, bizantina e tardo romana. Ma è in particolare la fase della rifondazione in età augustea a proporre interessanti questioni in relazione alla cultura che la colonia espresse, ponte tra la parte orientale e quella occidentale dell’Impero romano. E proprio il programma urbanistico e i suoi monumenti pubblici possono fornire qualche indicazione in tal senso.
L’indagine ha consentito di proporre una prima ipotesi ricostruttiva sull’assetto del cosiddetto Foro occidentale di Berytus, che fu oggetto di importanti rinnovamenti architettonici nei secoli successivi alla rifondazione di età augustea e in particolare in età Severiana.