Il primo intervento italiano (1994-1995) consistette nella realizzazione
di una campagna di rilievo fotogrametrico delle c.d. “arcate del
Banco di Roma”, un portico a nicchie, realizzato in marmo e calcare
locale, che delimitava la fronte meridionale del Foro romano.
Le riprese fotogrammetriche hanno non solo fornito una documentazione
accuratissima della facciata monumentale ma hanno ugualmente investito
le retrostanti sostruzioni che, contenendo il pendio della collina,
garantivano la presenza di un passaggio coperto, alle spalle della facciata.
Il secondo intervento italiano (1996) ha interessato l’area centrale di Place de l’Etoile, dove si è svolto uno scavo archeologico che ha fornito ulteriori validi, spunti interpretativi alla conoscenza dell’articolazione spaziale del Foro romano.
Lo scavo archeologico è stato affiancato da una
campagna di rilievo fotogrammetrico, condotta su alcune strutture, indagate rispettivamente
dall’American University
of Beirut (BEY045) e dall’Università Libanese (BEY004), e rivelatasi
di fondamentale importanza, in ragione della sistematica distruzione alla quale
il sito BEY045 è stato più tardi sottoposto.
Quest’ultimo
era uno straordinario complesso architettonico, di cui si sono potute documentare
le due fasi principali, rispettivamente riconducibili alla piena fase coloniale
romana e al primo periodo bizantino (successivo al terremoto che nel 551 d.C.
distrusse completamente la città di Beirut).
Quanto all’asse
viario, in cui si era riconosciuto il Cardo Maximus, il rilievo fotogrammetrico,
inserito nella rete topografica successivamente realizzata, ha consentito di
avanzare importanti rettifiche alla precedente interpretazione storica, che ricostruiva
per la Beirut romana una scacchiera di isolati regolari, scanditi da vie ad incrocio
ortogonale, parallele a due assi stradali principali.
A completamento dell’intervento italiano, una campagna topografica (1997)
ha permesso di ricondurre ad una rete di riferimento assoluta le strutture sino
ad allora posizionate su scala esclusivamente locale.