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Le figurine in terracotta

Seleucia al Tigri

Le figurine in terracotta

eracle
Seleucia. Eracle in riposo

Le 14 campagne di scavo condotte fra gli anni ’60 e gli anni ’80 dal Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino hanno portato alla luce oltre 9000 frammenti di statuette in terracotta. Si tratta di un corpus eccezionale per ampiezza ed interesse storico, dotato di uno straordinario potenziale informativo: le terrecotte da Seleucia testimoniano infatti sotto ogni profilo (iconografico, tecnico, stilistico) la profondità dell’influsso culturale greco, e, nel contempo, la forza e la vitalità della tradizione locale.
L’influenza della cultura ellenistica è decisamente marcata e si manifesta con particolare evidenza nell’introduzione di soggetti estranei al repertorio mesopotamico tradizionale (divinità del pantheon greco, atleti, fanciulli, maschere teatrali…) e nella diffusione delle tecniche di produzione a due stampi e a stampi composti.

figura femminile
Seleucia. Figura femminile nuda stante

La ricezione di queste novità da parte degli artigiani locali porta al rinnovamento iconografico e formale di una produzione che rimane comunque in gran parte legata al gusto e alle esigenze della popolazione locale: soggetti di antica tradizione vengono dunque realizzati a due stampi (è il caso delle figure femminili nude con le braccia lungo i fianchi) o vestono abiti greci (è il caso, ad esempio, delle nutrici e di molti cavalieri).

figura femminile
Seleucia. Figura femminile ammantata, a capo coperto

L’attività di ricerca condotta negli ultimi anni sul corpus seleuceno ha portato alla creazione e alla compilazione di un database relazionale, strumento indispensabile per organizzare una così grande mole di materiale rendendo immediatamente fruibili le informazioni ad esso relative. Le immagini e i dati tecnici (livello di ritrovamento, dimensioni, tecnica di fabbricazione, parti mancanti) relativi ad ogni singolo oggetto sono stati inseriti in una struttura più complessa, all’interno del quale il materiale è stato ordinato in base a due criteri guida, area di ritrovamento e caratteri iconografici.

La seconda fase del progetto, attualmente in corso, prevede la stesura di un catalogo completo, che riunisca gli esemplari provenienti dagli scavi italiani e i circa 3000 pezzi tra quelli venuti alla luce durante gli scavi americani degli anni ’20-’30 e conservati nel Kelsey Museum di Ann Arbor, oggetto, questi ultimi, di una prima pubblicazione negli anni ‘30.