Il progetto Bureau for Recovering and Investigating Iraqi Looted Antiquities (BRILA), inaugurato nel 1991 in collaborazione con il Nucleo Tutela Beni Culturali dell’Arma dei Carabinieri, ha registrato su supporto informatico, a cura di Carlo Lippolis, la documentazione sugli oggetti trafugati dai musei dell’Iraq durante la guerra del Golfo. Su mandato del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e con fondi aggiuntivi della Fondazione BNC, il Centro Scavi ha riallestito su progetto dell’architetto Roberto Parapetti la galleria assira e la sala islamica dell'Iraq Museum di Baghdad. Ha anche partecipato attivamente al recupero di oggetti trafugati dal Museo di Baghdad, identificando e riconsegnando alle Autorità circa 800 sigilli e piccoli oggetti trafugati dai depositi.
Mentre i lavori nelle due sale procedevano fino alla conclusione nel 2008, gli interventi di restauro degli oggetti che il Centro Scavi aveva tempestivamente organizzato nel Museo con l’intervento di restauratori dell'Istituto Centrale di Restauro e di Soprintendenze Archeologiche venivano sospesi nel 2004. Le attività sono state spostate però ad Amman, dove con la collaborazione delle Autorità giordane sono stati restaurati oggetti trafugati dall’Iraq e confiscati alla frontiera, e sono stati avviati corsi di formazione per tecnici e archeologi iracheni. Gli studi compiuti dagli archeologi e restauratori italiani sono stati pubblicati sotto forma di catalogo nel 2005. Un ulteriore corso di formazione per tecnici iracheni è stato realizzato a Roma.
MOTIVAZIONE UFFICIALE
Il Premio Rotondi è conferito al Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per aver favorito il recupero, il restauro e la catalogazione informatizzata di opere di fondamentale importanza storico-artistica in Iraq.
Passi avanti decisivi per la riapertura, per ora parziale, dell’Iraq Museum a Baghdad, che era stato gravemente danneggiato da due guerre e dai saccheggi. Alla squadra di ricercatori italiani, guidati da Antonio Invernizzi e Carlo Lippolis, va anche riconosciuto il merito di aver curato il progetto di allestimento delle Gallerie di quella massima istituzione culturale irachena con i reperti assiro-babilonesi recuperati e restaurati.