L’importanza del complesso scultoreo di ortostati a rilievo
che originariamente decoravano le sale del palazzo è ampiamente
nota. Dopo gli scavi ottocenteschi e quelli del secolo scorso, le strutture
del palazzo sull’acropoli di Quyunjik che ancora oggi domina l’area
dell’antica Ninive ai margini della moderna Mosul, sono rimaste
però esposte alle intemperie e, negli anni successivi la prima
guerra del Golfo, furono oggetto di vere e proprie spoliazioni sistematiche
che hanno gravemente danneggiato quanto rimaneva in situ. La stessa tettoia
in lamiera approntata per ricoprire gli spazi principali della suite
reale ha già da oltre un decennio perso ogni sua efficacia.
Una survey compiuta da J. Russell poco dopo la metà degli anni ’90
inoltre pose in evidenza la drammatica situazione delle strutture, in
particolare delle lastre a rilievo che decoravano i muri degli ambienti
attorno alla sala del trono; l’archeologo individuò persino
sul mercato antiquario una serie di frammenti di rilievi che provenivano
proprio da questo settore e che erano stati asportati danneggiando irrimediabilmente
interi ortostati.
Il quadro che emerge da un confronto tra la situazione registrata da
Russell e quella osservata nel 2002 è purtroppo allarmante: dei
cinquantuno ortostati oggetto di indagine soltanto sedici non presentavano
danni o mutilazioni evidenti e, su questi, solo il 30% della superficie
scolpita riportava ancora rilievi leggibili. Ben ventisette ortostati
avevano perso oltre il 60% del loro originario formato e risultavano
completamente mancanti tre rilievi oltre ai cinque rilevati dallo studio
di Russell. Negli anni 1998-2002 si devono registrare dunque perdite
importanti, uno stato di fatto che si teme possa risultare ancora più drammatica
quando la situazione politica del paese permetterà, ci si augura
al più presto, di intraprendere un nuovo censimento.