La raccolta di cocci in superficie è molto parziale, essendo stata effettuata esclusivamente lungo il lato occidentale della città, per metà di quello settentrionale e nell’angolo occupato dalla cinta esterna di Forte Salmanasssar. Essa ha comunque permesso di appurare che la vita dell’insediamento fu estremamente lunga: dal periodo halaf a quello sasanide e proto-islamico. La presenza di ceramica halaf dipinta è attestata da cocci monocromi, ritrovati durante lo scavo lungo la cinta esterna del forte; più evidente è quella di ceramica obeid 4, essendone stati ritrovati cocci, unitamente a quelli Ninive 5 dipinti, nella zona centrale urbana.
Se è ancora arduo definire una valutazione cronologica complessiva, secolo per secolo, della ceramica neoassira che ricopre tutta l’area urbana, più chiara ora risulta quella di periodo neobabilonese che è stata ritrovata in strato in un sondaggio fatto a Forte Salmanasssar, uno all’angolo della sua cinta esterna e il terzo nella porta d’ingresso al pianoro intorno al forte. Tale tipo di ceramica risulta diffusa sporadicamente in alcune aree in cui è stata effettuata la prospezione. Il periodo ellenistico testimonia un restringimento dell’area di occupazione urbana. Un’ulteriore fase di restringimento è attestata dalla concentrazione di cocci sasanidi e protoislamici nel grande tell alla base orientale dell’acropoli.