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Materiali e cronologia

Kifrin

Materiali e cronologia

tomba
Kifrin. Tomba fuori le mura

I costumi funerari che emergono dalle testimonianze di Kifrin sono quelli tipici dell’ambiente siro-mesopotamico seppure si registrino diversi tipi di sepoltura. Oltre ad alcune inumazioni in giara doppia (Doppeltopf) di età neoassira, Kifrin ha restituito ipogei scavati nella roccia (particolarmente numerose le camere funerarie scavate nella roccia ed indagate da una missione iraqena nel vicino cimitero di Majwal), sepolture in fossa o a camera sotterranea.
La ceramica, le poche figurine di terracotta, i frammenti di stucco, le iscrizioni in aramaico (soprattutto hatreno) riconducono ad un ambito prettamente locale. La brittle ware e quei prodotti che più facilmente possono essere ricondotti alla presenza romana trovano calzanti confronti con altre roccaforti come Dura e Ain Sinu.

L’attribuzione cronologica delle strutture di Kifrin è generalmente all’epoca severiana (III secolo d.C.). In questo periodo la roccaforte di Kifrin fu probabilmente rinforzata militarmente con la costruzione della cittadella e l’ampliamento (o rifacimento) delle mura, interventi che si inserirono però su di un insediamento precedente che ebbe la sua importanza economica, strategica e commerciale anche in epoca partica (II secolo d.C.).
Le circa 60 monete emerse dagli scavi si datano prevalentemente tra Settimio Severo e Gordiano III, seppure un numero significativo di esse (circa un terzo) risalga invece al II secolo. Le monete sembrano allo stesso tempo suggerire la preesistenza di un insediamento di II secolo e la cresciuta importanza di Kifrin, soprattutto in termini militari e strategici, a partire dall’età dei Severi quando l’avanzamento della linea di confine vede l’allestimento di una serie di forti e posti di controllo lungo il corridoio fluviale di ‘Ana (fino a quel momento probabilmente gestito dai Palmireni).