La cittadella sorge all’estremità dello sperone roccioso
che si protende verso il fiume, su di un terreno per la verità più basso
rispetto alla città: è questo un possibile primo indizio
che può suggerire una sua fondazione in epoca successiva a quella
della città. L’ingresso principale all’impianto era
dal lato del fiume e protetto fra torri.
Il settore (meridionale) presso l’entrata principale
ha restituito strutture frammentarie, ma dagli esigui resti sembrerebbe
possibile anche in questo caso riconoscere un iwan.
Siamo meglio informati
sull’edificio che si addossava alle mura
all’angolo opposto della cittadella, quello settentrionale,
un sontuoso edificio residenziale.
Fuori le mura della cittadella, subito a fianco dell’ingresso
principale alla roccaforte, si trovano le cosiddette terme esterne addossate
alla cortina, in parte costruite in mattoni cotti, in parte scavate
nella roccia del declivio. L’impianto, in questo caso, è il
tipico row-type assiale che spesso ricorre in ambito militare e proprio
in prossimità delle mura di fortificazione (di campi, cittadelle,
città).
L’impianto meglio noto e più significativo è, tuttavia, quello delle cosiddette Terme Interne, nel settore sud-ovest della cittadella. L’edificio aveva originariamente un carattere residenziale che forse mutò nel tempo quando, in una seconda fase edilizia forse databile ad Alessandro Severo, sul lato orientale del cortile porticato centrale si inserì un compatto blocco termale. Questo ha un impianto analogo a quello dei piccoli impianti termali (“small baths”) dei centri cittadini ed in particolare trova confronti, prossimi cronologicamente e geograficamente, a Dura Europos o nei più tardi impianti della Siria romana (Dipsi Faraj, Brad, Serjilla).
La fabbrica, purtroppo nota solo in parte, è contraddistinta da un cortile colonnato quasi addossato alle mura, una sorta di atrio di ingresso e altre unità dislocate lungo le difese. L’impianto planimetrico rientra nei tipi dell’architettura residenziale privata e l’edificio è forse da intendere come residenza del comandante delle truppe stanziate a Kifrin: la decorazione a stucco che arricchiva alcuni ambienti sembra avvalorare questa ipotesi.