La città di Ctesifonte è localizzata sulla riva sinistra del Tigri (circa 20 km a S-E di Baghdad), nelle vicinanze dell’odierno villaggio di Salman Pak, di fronte a Seleucia. Nel 141 a.C. i parti Arsacidi conquistano la Babilonia e scelgono Ctesifonte come luogo della residenza reale invernale.
Il sito è famoso per i resti di un’enorme sala voltata (26 m di luce e 31 m di altezza), il Taq-Kisra, o palazzo di Cosroe II (591-628), re della dinastia iranica dei Sasanidi, che succedette dal 224 a quella degli Parti. La città fu presa dagli Arabi nel 637 e si tramanda che la famosa sala raccolse in preghiera i conquistatori. Nel 763 quando il califfo al-Mansur fonda Baghdad, nuovo centro politico e amministrativo dell’Islam, la città sarà abbandonata. La facciata in mattoni della grande sala aperta verso oriente su una grande corte, si conservò fino alla fine del XIX secolo, quando crollarono la metà settentrionale della facciata e l’arco centrale. Sopravvive tuttora gran parte della volta a botte parabolica, costruita secondo l'antica tecnica mesopotamica in mattoni cotti senza centina portante, e la semifacciata sud priva solo del coronamento. Nulla resta del magnifico apparato decorativo celebrato dalle fonti.
A partire dal 1964 la Missione Italiana a Seleucia conduce saggi di scavo nel palazzo di Cosroe, ne esegue il rilievo, realizza il rilevamento fotogrammetrico dell’intradosso della volta e intraprende lavori di restauro conservativo delle superfici. Nel 1966 fu presentato alla D.G. delle Antichità un progetto di restauro di A. Bruno, al momento non realizzato, per il consolidamento della semifacciata superstite, tale da consentire l’eliminazione del contrafforte costruito senza successo allo stesso fine nel 1942 e dell’improrio zoccolo in cemento armato del 1922 alla base della medesima.
Nel 1972 la D. G. delle Antichità decide la ricostruzione della parte perduta della facciata del palazzo di Cosroe a Ctesifonte. Preliminarmente ai lavori, gli Istituti di Baghdad realizzano, successivamente allo scavo, il rilievo fotogrammetrico dei resti della fondazione e dello spiccato della struttura crollata, due metri circa sotto il piano di campagna. Da allora si può osservare l’infelice contrasto tra il conservato segmento sud della facciata e il nuovo a nord, fermo al primo ordine delle tre di arcate cieche sovrapposte. Di seguito agli eventi bellici del 2003, sono state riscontrate alcune sensibili modifiche delle vecchie lesioni nelle murature dell’importantissimo monumento e la sottrazione di materiale.