Centro agricolo sull’Eufrate, sulla principale via di comunicazione tra la Mesopotamia centrale e la Siria fin dall’antichità, a circa 300 km a N-O di Baghdad, il sito, fino ad anni recenti quasi interamente sulla riva destra del fiume, nel XVII secolo, momento della massima espansione occupava una grande isola fluviale e le due rive corrispondenti per non meno di 7 miglia, rese fertili dalle numerose norie che sollevano l’acqua per l’irrigazione dei campi. Il sito frequentato almeno dall’inizio del II millennio a.C., è citato nei testi assiri del IX secolo a.C. col nome di Hanat. Dal I secolo a.C. la valle dell’Eufrate definisce la linea di frontiera tra l’impero romano e quello partico ed è oggetto di contesa tra l’uno e l’altro. Nel 1978 la città è stata destinata ad essere sommersa dal bacino idrico progettato lungo l’Eufrate.
L’insediamento medievale di ‘Anah è noto per il bel
minareto della moschea principale, al centro dell’isola, risalente
all’XI secolo, rara testimonianza dell’architettura seljukide
in Iraq.
Il minareto alto 24 m, a sezione ottagonale su base quadrata, fu assunto
a simbolo della città e le autorità centrali iraqene ne decisero,
previa riduzione in tronconi trasportabili, il trasferimento nel sito della
Nuova ‘Anah, alcuni chilometri più a monte. Sfortunatamente nel 2004 il minareto è stato oggetto di bombardamento. Agli Istituti di
Baghdad si deve il rilievo fotogrammetrico del monumento e la documentazione
dell’edilizia tradizionale dell’isola.