L’interesse del Centro Scavi per la città risale al 1967, quando fu eseguito per la Direzione Generale delle Antichità il rilievo fotogrammetrico di parti delle strutture del Grande Santuario metropolitano. Poi nel 1986 si avviarono ricerche sotto la guida di R. Ricciardi Venco e dal 1987 furono effettuati scavi finalizzati alla individuazione delle fasi occupazionali del santuario e della sua origine. Contestualmente alle ricerche di scavo è stato approfondito lo studio della topografia della città, in particolare nella parte orientale della sua estensione e nel 1989 l’Iraqi-Italian Centre for Restorations of Monuments ha iniziato un rilievo topografico e architettonico della cinta del Grande Santuario.
Nel 1987 è stato iniziato lo scavo di una grande abitazione (Edificio A) situata a N del Grande Santuario e di un tratto della strada adiacente, arteria principale che congiunge il temenos alla porta settentrionale della cinta muraria. Il quartiere sembra avere un aspetto composito con molteplici funzioni: commerciali, residenziali, religiose in accordo con il carattere arabo distintivo della città. Sul lato Est della strada si erge l’Edificio A, grande e ricca dimora che, nella sua fase più recente (intorno al 200 d.C.), si estendeva su un’area superiore a 1850 mq.
La sua pianta si articola in più nuclei con funzioni specifiche; le più importanti si svolgevano nel cortile centrale, che possedeva un iwan e un altare sul quale si trovavano statue, tra cui un giovane dio con stendardo e due vittorie alate di iconografia ben attestata nel Santuario centrale. A sud del cortile si apre un grande ambiente rettangolare, decorato da pitture con scene di caccia. La stanza immette nella suite meridionale del fabbricato probabilmente a carattere residenziale che si articola intorno a un ampio cortile, chiuso a sud da un porticato coperto. Sul lato nord si affaccia un iwan con pianta absidata. La parte settentrionale della casa era dedicata alle attività domestiche come la preparazione dei cibi e la tessitura, come testimoniano fornetti, macine e pesi da telaio. L’insieme della casa e gli oggetti in essa rinvenuti mostrano una ricchezza paragonabile a quella dei complessi religiosi della città.
Le indagini nell’Edificio A e della strada adiacente hanno consentito di stabilire la cronologia certa delle sue fasi d’uso, dalla fine del II secolo alla metà del III secolo d.C., in concomitanza con la fine della città. Lo scavo ha infatti fornito non soltanto pregevoli documenti artistici, ma soprattutto una precisa sequenza di materiali, fondamentale per l’inquadramento cronologico del sito. Nel 1993, dopo una interruzione dovuta alle note vicende belliche, le ricerche sono riprese per conto dell’Università di Torino