Per l’intero periodo sasanide, i materiali associati alla stratigrafia di Veh-Ardashir documentano la sequenza stratigrafica meglio datata di tutto il Medio Oriente, grazie al ritrovamento di numerose monete. Essi rivestono dunque un’importanza particolare e si pongono come fondamentale catalogo di riferimento per la conoscenza e la cronologia della produzione mesopotamica del periodo.
Forniscono inoltre un quadro fondamentale per la comprensione dei rapporti con il periodo partico precedente e quello successivo islamico. La ceramica mostra da un lato molte forme poco elaborate realizzate, dovute a un processo di semplificazione morfologica che rappresentano la continuità o una sorta di evoluzione della produzione tradizionale partica e della vicina Seleucia.
Ma si assiste nel contempo alla comparsa di forme più elaborate e originali, testimoni del gusto della nuova committenza, che continueranno ad essere prodotte fino all’età protoislamica. Forme particolari del periodo tardo sono le coppe magiche diffuse in tutta l’area centro e sud mesopotamica e le grandi giare ovoidali, decorate a barbottina che diventeranno tipiche nel successivo periodo islamico.
Particolarmente significativi sono i vetri, che coprono un arco cronologico che va dalle fasi più antiche dell’insediamento (passaggio dalla produzione partica a quella sasanide) fino al IV-V secolo d.C. (attestato da produzioni iraniche, di importazione o di imitazione).