L'Iraq Museum fu costituito da Feisal I nel 1923, poco dopo la creazione della monarchia in Iraq (1921) di seguito agli esiti della caduta dell'impero ottomano con la Prima Guerra Mondiale. Promotore ne fu in realtà la studiosa inglese Gertrude Bell, technical adviser del protettorato britannico, amica e confidente del re. Il museo ebbe a Baghdad una prima sede stabile nel 1927 per accogliere le raccolte ottocentesche. Si intensificarono allora in Mesopotamia le ricerche archeologiche anche favorite dalla possibilità di poter spartire i materiali "duplici o analoghi" rinvenuti con i nuovi scavi, come da legge sulle antichità del 1924, in vigore fino al 1967 (l'inalienabilità sarà tuttavia sancita per legge nel 1974).
Fino a tutti gli anni '30 si assistette così ad un vero boom archeologico. Istituzioni britanniche, americane, tedesche, francesi, intrapresero nuovi scavi (Ninive, Ur, Tell Ubaid, Kish, Jemdet Nasr, Khorsabad, Tepe Gawra, Nuzi, Uruk, Tello, Seleucia, Ctesifonte) tali da creare le basi fondamentali per la conoscenza delle civiltà mesopotamiche, e incrementare così le collezioni dei musei occidentali. A Kakzu è presente l'Italia con una brevissima missione fiorentina. Di conseguenza si arricchì anche l'Iraq Museum, tanto che già nel 1932 se ne decise l'ampliamento e nel 1940 iniziarono i lavori di una nuova sede, l'attuale, su progetto del tedesco Werner March. Intanto nel 1937 si istituiva in un edificio storico di Baghdad il Museo di Antichità Arabe che confluirà nel nuovo museo finalmente aperto nel 1966. La Seconda Guerra Mondiale non interrompe le attività sul terreno, grazie ai primi scavi iraqeni: ‘Aqar Quf, Eridu e nel dopoguerra si aprono gli scavi a Nippur, Nimrud, Uruk e si inaugura una serie di scavi di salvataggio per la creazione di bacini idrici, Tharthar, Demberke-Khan, Dokan.
Gli anni '60 vedono la partecipazione alle ricerche in Mesopotamia anche la missione russa, quella giapponese e quella di Torino. A partire dagli anni '70 vengono istituiti nuovi 14 musei provinciali con funzioni didattiche rappresentativi dell'intero panorama delle culture mesopotamiche e si inaugurano nuovi scavi di salvataggio con partecipazione internazionale per la creazione di ulteriori bacini idrici (Hamrin, Haditha, Eski Mosul).