Il progetto di ricerca interdisciplinare intrapreso dal Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova (Dipartimento di Architettura, Urbanistica e Rilevamento), l’Università degli Studi di Torino (Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico territoriali) e il Land Technology and Services (LTS), ha l’intenzione di affrontare lo studio del territorio di Babilonia e dell’impianto entro le mura attraverso l’individuazione di sistemi urbanistici riconoscibili grazie all’indagine da telerilevamento, all’analisi della morfologia del territorio e dell’analisi dei dati archeologici. L’individuazione di sistemi urbani stratificati e delle loro rispettive interrelazioni può infatti consentire di meglio inquadrare le fasi di sviluppo storico della città. L’impianto della metropoli neobabilonese non fu certo il prodotto di una fondazione ex novo, tuttavia i radicali eventi politici e naturali (tra cui le “oscillazioni” del corso dell’Eufrate) e il progressivo ampliarsi della città e del succedersi di fasi ricostruttive possono aver lasciato traccia sul terreno. Queste segni, dovuti ad adattamenti o cambiamenti al piano originario, sono riconoscibili a grande scala, considerando l’intero sistema urbanistico e le anomalie tra i vari settori.
A questo proposito, le immagini fino ad ora processate stanno evidenziando all’interno delle mura tracce sepolte organizzate che formano diversi sistemi reticolari, caratterizzati da altrettanti diversi orientamenti per i vari edifici e le strade. Tali sistemi non si limitano a singoli edifici e talvolta neppure a determinati settori della città, ma possono ricorrere anche in aree non limitrofe. La complessità e l’estensione di questi sistemi è, a nostro giudizio, un aspetto che deve esser meglio considerato, in quanto i sistemi possono costituire delle matrici insediative antiche, sovrapposte in successione cronostratigrafica.
Se tale presupposto coglie nel segno, il riconoscimento di diversi sistemi a Babilonia, l’indagine sui condizionamenti nell’orientamento delle strutture e la definizione di una cronologia relativa interna grazie al confronto continuo con i dati archeologici degli scavi tedeschi, iraqeni e italiani nel sito costituiscono, pur non essendo al momento possibile un riscontro diretto sul terreno, un’interessante opportunità per approfondire le conoscenze sulle fasi urbanistiche di Babilonia.