L’alta Valle dell’Atrek si colloca nell’Iran nord-orientale, nella regione del Khorasan, a sud della catena del Kopet Dagh, la cui città principale, Quchan, dista solamente 60 km dalla capitale partica Nisa, in Turkmenistan.
La particolare posizione geografica ne ha fatto nei secoli un crocevia di scambi culturali, dal periodo calcolitico (concentrati per la metà del V millennio a.C., nella fase di transizione tra neolitico e calcolitico, nella zona orientale della vallata), fino al periodo islamico, quando la valle, soprattutto nei primi secoli dell’Islam, sembra svolgere il ruolo di area di approvvigionamento agricolo per la vicina Nishapur.
Il progetto di prospezione nell'alta valle dell’Atrek si inserisce nel programma di studio della civiltà partica - oggetto di ricerca da parte del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino almeno dagli anni Settanta del Novecento – finalizzato a meglio definire la linea di confine tra gli aspetti culturali della regione propriamente partici e quelli che invece si riferiscono a tradizioni locali preesistenti.
A
questa finalità ben si presta la Valle
dell’Atrek,
regione di confine tra aree culturalmente diverse (l’altopiano
iranico e l’Asia Centrale), ma geograficamente comunicanti.
In
particolare, in epoca partica, la regione registra un notevole aumento
dei siti abitati, di nuova fondazione, concentrati anche nella parte
settentrionale della vallata, precedentemente meno occupata.
Il progetto, promosso dal Centro e successivamente realizzato dall'Università di Torino, si è incentrato su una ricognizione ad ampio raggio che ha permesso di ricostruire le linee generali dei processi insediativi del territorio e delle sue trasformazioni.