Ricognizione archeologica
L’indagine è consistita in una ricognizione ad ampio raggio,
ossia non finalizzata a ricostruire la storia analitica di ciascun sito
individuato, bensì, raccogliendo sistematicamente tutte le informazioni
relative alla distribuzione dei siti rinvenuti, mirante a ricostruire
l’insieme dei processi di popolamento e le trasformazioni del
territorio nei secoli.
Su un’area di circa 1500 kmq si sono individuati circa 180 tell – identificabili
come siti archeologici – la cui distribuzione sul territorio non è uniforme,
ma presenta una maggiore concentrazione nella parte più ampia
della vallata, presso il moderno centro di Faruj.
L’indagine ha portato a distinguere siti multistrato verticali, ossia
tell formati dalla stratificazione di stanziamenti di epoche successive
(i quali raggiungono altezze superiori anche ai 20 m), e siti multistrato
orizzontali, connotati da uno sviluppo in estensione, dovuto al sovrapporsi
solo parziale di insediamenti di epoche diverse (che tendono piuttosto a
giustapporsi gli uni agli altri e che pertanto tendono a formare tell alti
mediamente 2-7 m).
L'arco
cronologico dei siti identificati va dal calcolitico antico fino all’epoca
moderna senza apparenti soluzioni di continuità. Particolare
attenzione è stata
data alle trasformazioni insediative in età partica (aspetto
basilare da cui era partita la ricerca): in questo periodo si assiste
a un notevole aumento dei siti, stanziati tendenzialmente su terreno
vergine, anziché su
abitati a continuità di vita, ma distribuiti in aree relativamente
concentrate, piuttosto che su un’ampia regione uniforme.
A differenza del precedente periodo achemenide, dove l’instabilità della
congiunzione storica aveva prodotto lo sviluppo di piccoli insediamenti
a carattere prevalentemente difensivo, posti a controllo della regione,
in epoca partica si assiste invece, oltre che a una profonda “militarizzazione” dei
centri urbani, alla costruzione di vere e proprie fortezze, disposte
in posizione eccentrica nella vallata, ma facilmente raggiungibili.
La regione appare quindi strettamente legata alle zone
a settentrione del Kopet Dagh, venendo a creare una serie di legami
anche culturali che presumibilmente si mantengono anche nel periodo
sasanide.
In età islamica si assiste a un fitto popolamento della regione,
per quanto questa assuma connotazione prettamente agricola come attesta
la ceramica rinvenuta nel corso della ricognizione: su 180 siti individuati,
infatti, circa il 39% presenta almeno una fase islamica e il 24% è costituito
da siti di nuova formazione nel periodo islamico. La tipologia insediativa
più frequente in questa fase è il caravanserraglio, piccolo
nucleo fortificato, circondato da mura turrite, generalmente sorto su
tell formatisi in epoche precedenti.