Il programma scientifico che fin dal 1963 ha portato il Centro Scavi di Torino in Iraq, incentrato sui rapporti fra la civiltà greco-romana e quelle orientali, è stato rapidamente affiancato da altre ricerche che hanno affrontato gran parte delle problematiche delle antiche civiltà mesopotamiche. In questo quadro si è fin dall’inizio delineata l’impostazione metodologica che contraddistingue ogni attività sul campo del Centro, la collaborazione con le Autorità locali per la gestione ottimale sul piano tecnico e su quello sociale del patrimonio culturale. Questo atteggiamento si è concretato ufficialmente nel 1969 con la formale creazione, attraverso un protocollo tra i due Paesi, dell’Istituto Italo-Iraqeno di Scienze Archeologiche e del Centro Italo-Iraqeno per il Restauro dei Monumenti. Compito fondamentale dei due Istituti paritetici è quello di offrire una piena collaborazione su tutti i problemi che dalla parte iraqena vengano sollevati, ma soprattutto di concorrere alla sempre più ampia caratterizzazione della tutela del patrimonio come prodotto di un’integrazione disciplinare che vede gli specialisti dei diversi settori disciplinari impegnarsi a rispondere alle esigenze più ampie della domanda storica nella conoscenza e divulgazione del patrimonio culturale.
I due Istituti congiunti costituiscono così un esempio di collaborazione scientifica internazionale paritetica che ha visto un concreto impegno nel settore archeologico e in quello della conservazione e del restauro. L’attività sul campo degli archeologi italiani ha interessato i siti di Seleucia e Choche, Tell Yelkhi, Tell Hassan, Nimrud, Hatra, Kifrin, Babilonia. Campagne di studio e rilievo architettonico e fotogrammetrico, così come di progettazione, restauro e conservazione sono state condotte a Seleucia, 'Aqarquf, Ctesifonte, Hatra, Ukhaidir, 'Anah, Mossul, in alcune delle più importanti moschee dell’Iraq e in Giordania.
Attualmente l'Istituto è in fase di ristrutturazione in conseguenza della difficile situazione sopravvenuta al termine degli scontri bellici nella primavera del 2003. Il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino sta compiendo numerosi sforzi, con il sostegno dei Soci Fondatori, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero degli Affari Esteri italiani, per ripristinare la funzionalità della sede e delle strutture e mantenere, così, un adeguato supporto tecnico-logistico per gli interventi che verranno attuati per la salvaguardia del patrimonio culturale iraqeno.