Il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino nasce
nella sua veste attuale come sviluppo autonomo del Centro Scavi e Ricerche
in Asia dell’Is.M.E.O. e di Torino, ed è stato fondato
per iniziativa di Giorgio Gullini con atto
costitutivo del 16 settembre 1963 dall’Università di Torino,
il Comune di Torino, la Provincia di Torino, cui si sono aggiunte successivamente
la Regione Piemonte e la Fondazione CRT, per sostenere le ricerche archeologiche,
soprattutto estere, dell’Istituto
di Archeologia dell’Università di Torino
e, dal momento della sua costituzione nel 1982, del Dipartimento di
Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico-Territoriali.
È stato
riconosciuto con D.P.R. n. 702 del 28 marzo 1972.
Grazie ad una fortunata collaborazione scientifica con il Politecnico e
la Facoltà di Scienze dell'Università di Torino, e all’introduzione,
nell’ambito della ricerca archeologica, degli apporti delle scienze
matematiche, fisiche e naturali, l’attività del Centro Scavi
si è sviluppata, con felice intuizione fin dal principio, attraverso
un percorso interdisciplinare che ha condotto gli archeologi a lavorare
con ricercatori di differente formazione: antropologi, biologi, chimici,
fisici, geologi, topografi, esperti in fotogrammetria e telerilevamento
ed informatici.
Il Centro opera così da
sempre nell’ottica di una corretta gestione e tutela del patrimonio
culturale, ai fini sia della ricostruzione di quadri storici, sia della
presentazione al pubblico dei risultati delle ricerche archeologiche.
Da ormai quarant’anni il Centro Scavi lega così il proprio
nome e quello di Torino alla ricerca storico-archeologica, soprattutto in
Paesi dell’area del Mediterraneo, compresa l’Italia, e del Vicino
e Medio Oriente. All’estero assolve, per delega del Ministero degli
Affari Esteri, i compiti della parte italiana in accordi di cooperazione
in progetti culturali con alcuni Paesi – gestisce, infatti, l'Istituto
Italo-Iraqeno di Scienze Archeologiche e il Centro per il Restauro dei
Monumenti in Iraq, è impegnato in campagne di ricerca, oltre che
in Iraq, in Turkmenistan, in Libano, in Tunisia e in Italia.